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Scadenzario
Scheda sintetica: diritto di precedenza 23 gennaio 2009 - 16.12

di Gabriele Bonati

PASSAGGIO DA PART TIME A TEMPO PIENO: il contratto individuale può prevedere, in caso di assunzione di personale a tempo pieno, un diritto di precedenza in favore dei lavoratori assunti a tempo parziale in attività presso unità produttive site nello stesso ambito comunale, adibiti alle stesse mansioni o a mansioni equivalenti a quelle per le quali è prevista l'assunzione (art. 5, c. 2, D.Lgs. 25.2.2000, n. 61). La violazione da parte del datore di lavoro del diritto di precedenza comporta il diritto del lavoratore al risarcimento del danno quantificato nella differenza fra l'importo della retribuzione percepita e quella che sarebbe stata corrisposta a seguito del passaggio al tempo pieno nei 6 mesi successivi (art. 8, c. 3, D.Lgs. 25.2.2000, n. 61).

PASSAGGIO DA TEMPO PIENO A PART TIME: salvo che il contatto collettivo non preveda diversamente, qualora il datore di lavoro intenda assumere lavoratori part time nel medesimo ambito comunale, il personale a tempo pieno che voglia passare a part time non ha un analogo diritto; il datore ha solo l'obbligo di rendere note le proprie intenzioni con tempestività (anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti i locali dell'impresa) e di prendere in considerazione le eventuali domande di trasformazione (art. 5, c. 3, D.Lgs. 25.2.2000, n. 61).

PART TIME TRASFORMATI: il dipendente che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle nuove assunzioni con contratto a tempo pieno che prevedano l'espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale (art. 12 ter, D.Lgs. 25.2.2000, n. 61; art. 1, c. 44, L. 24.12.2007, n. 247).

CONTRATTO A TERMINE ATTIVITÀ NON STAGIONALI: fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, il dipendente che, nel corso di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda, abbia lavorato per un periodo superiore a 6 mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine (art. 5, c. 4 quater, D.Lgs. 6.9.2001, n. 368; art. 21, D.L. 25.06.2008, n. 112). Il lavoratore deve dichiarare al datore di lavoro di volersi avvalere del diritto di precedenza entro 6 mesi dalla cessazione del rapporto; il diritto si estingue entro 1 anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (art. 5, c. 4 sexies, D.Lgs. 6.9.2001, n. 368). Il diritto di precedenza, essendo liberamente esercitabile dal lavoratore, può essere oggetto di rinuncia mediante accordo consensuale (non si applica art. 2113 c.c.); è possibile prevedere un corrispettivo in favore del lavoratore.

CONTRATTO A TERMINE ATTIVITÀ STAGIONALI: il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali e con riferimento alle medesime mansioni (art. 5, c. 4 quinquies, D.Lgs. 6.9.2001, n. 368 - Min. lav., circ. 13/2008). Il lavoratore deve dichiarare al datore di lavoro di volersi avvalere del diritto di precedenza entro 3 mesi dalla cessazione del rapporto e il diritto si estingue entro 1 anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro (art. 5, c. 4 sexies, D.Lgs. 6.9.2001, n. 368). Il diritto di precedenza, essendo liberamente esercitabile dal lavoratore, può essere oggetto di rinuncia mediante accordo consensuale (non si applica art. 2113 c.c.); è possibile prevedere un corrispettivo in favore del lavoratore.

LAVORATORE PARENTE O CONVIVENTE DI HANDICAPPATO: in caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, il figlio o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista un persona convivente con totale o permanente inabilità lavorativa, che assuma connotazioni di gravità ai sensi dell'art. 3, c. 3, L. 104/1992, alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100%, con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita (vedere le tabelle di cui al D.M. sanità 5.2.1992), è riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (art. 12 bis, c. 2, D.Lgs. 61/2000). In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore a 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap (art. 3 L. 104/1992), è riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale (art. 12 bis, c. 3, D.Lgs. 61/2000). Il genitore, l'affidatario o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine entro il 3° grado handicappato, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede (art. 33, c. 5, L. 5.2.1992, n. 104).

LAVORATORE HANDICAPPATO: la persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede senza il suo consenso (art. 33, c. 6, L. 5.2.1992, n. 104).

LAVORATORI STRANIERI: il lavoratore stagionale che abbia rispettato le condizioni indicate nel permesso di soggiorno e sia rientrato nello Stato di provenienza alla scadenza del medesimo ha diritto di precedenza per il rientro in Italia nell'anno successivo per ragioni di lavoro stagionale, rispetto ai cittadini del suo stesso Paese che non abbiano mai fatto regolare ingresso in Italia per motivi di lavoro. Lo Sportello unico per l'immigrazione rilascia l'autorizzazione nel rispetto del diritto di precedenza di cui sopra (art. 24, c. 2 e 4, D.Lgs. 25.7.1998, n. 286). Il diritto di precedenza non opera in ogni caso ma è sempre condizionato al rispetto delle quote di flusso annuale (TAR Piemonte 16.1.2007).

ASSUNZIONI OBBLIGATORIE: l'obbligo di assumere appartenenti alle categorie protette è sospeso per tutta la durata della procedura di mobilità (artt. 4 e 24 L. 23.7.1991, n. 223) e qualora la procedura si concluda con almeno 5 licenziamenti, per il periodo in cui permane il diritto di precedenza all'assunzione ex art. 8 c. 1, L. 223/1991 (art. 3, c. 5, L. 12.3.1999, n. 68).

MOBILITÀ E RIDUZIONE DEL PERSONALE: i lavoratori in mobilità e quelli licenziati per riduzione del personale hanno diritto di precedenza in caso di riassunzione presso la medesima azienda entro 6 mesi dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro (art. 15, L. 29.4.1949, n. 264; art. 8, L. 23.7.1991, n. 223). Tale diritto spetta anche ai licenziati per cessazione di attività; l'obbligo di assunzione grava non solo sull'imprenditore che abbia proceduto al licenziamento ma anche su quello che gli sia succeduto nella medesima attività aziendale (Cass. 18.6.2003, n. 9785). Il datore che assuma lavoratori diversi (in luogo di quelli licenziati) entro il termine in cui vige il diritto di precedenza per sottrarsi alla responsabilità per inadempimento deve fornire la prova dell'inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all'azienda (Cass. 5.10.2002, n. 14293).

TRASFERIMENTO D'AZIENDA: i lavoratori che non passano alle dipendenze dell'acquirente, dell'affittuario o del subentrante hanno diritto di precedenza nelle assunzioni che questi ultimi effettuino entro 1 anno dalla data del trasferimento, ovvero entro il maggior periodo stabilito dagli accordi collettivi. Nei confronti dei lavoratori predetti, che vengano assunti dall'acquirente, dall'affittuario subentrante in un momento successivo al trasferimento d'azienda, non trova applicazione l' art. 2112 c.c. (art. 47, L. 29.12.1990, n. 428).

LAVORATORI ULTRACINQUANTENNI: nei confronti di coloro che hanno compiuto i 50 anni di età entro il 31.12.2006 e che sono stati licenziati da un'azienda per riduzione del personale, il diritto di precedenza per la riassunzione presso la medesima azienda è esteso a 24 mesi, in luogo dei soli 6 previsti per la generalità dei lavoratori (art. 1, DL 6.3.2006, n. 68, conv. L. 24.3.2006, n. 127).

CONTRATTO COLLETTIVO: la violazione del diritto di precedenza all'assunzione stabilito da un contratto collettivo non dà diritto, in capo al lavoratore, alla costituzione autoritativa del rapporto (art. 2932 c.c.) ma solo al risarcimento del danno, stabilito dal giudice secondo equità (Trib. Trieste 22.8.2002).

ASPETTI FISCALI: l'eventuale compenso corrisposto al lavoratore a fronte della rinuncia al suo diritto di precedenza è assoggettabile (se il compenso è corrisposto da un sostituto d'imposta) a ritenuta d'acconto del 20% (art. 25 D.P.R. 600/1973) quale reddito di lavoro autonomo occasionale derivante dall'assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere, di cui all'art. 67, c. 1, lett. l), del D.P.R. 917/1986. Eventuali compensi corrisposti in costanza di rapporto di lavoro sono interessati dal normale regime fiscale.

ASPETTI CONTRIBUTIVI: l'eventuale compenso corrisposto al lavoratore a fronte della rinuncia al suo diritto di precedenza non è assoggettabile a obbligazioni contributive, fatta eccezione per quei compensi corrisposti in costanza di rapporto di lavoro.

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Lavoro 24 risponde

Il quesito della settimana

Dipendente dichiarato invalido al 100%

Un dipendente in malattia è stato dichiarato dalla commissione medica invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100% e con necessità di assistenza continua, la richiesta di visita è stata presentata il 17/12/2013 la visita è stata effettuata il 21/02/2014 l'inps ha predisposto la comunicazione di accoglimento ed il dipendente ha portato a conoscenza dell'azienda il 15/04/2014.

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